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Il consiglio regionale della Puglia ha approvato la proposta di legge di riduzione delle liste d’attesa in sanità

Il provvedimento è passato a maggioranza, Forza Italia non ha partecipato alla votazione  

Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza (20 voti favorevoli e 12 contrari, il gruppo di Forza Italia non ha partecipato al voto) e con emendamenti la proposta di legge per la riduzione delle liste d’attesa in sanità ma nella stessa coalizione di centrosinistra che supporta il governatore Emiliano ci sono degli scontenti, tra i quali proprio il primo firmatario della proposta di legge, Fabiano Amati del Partito Democratico che l’ha definita un “mostro giuridico”. Tra le maggiori novità c’è la prenotazione delle prestazioni, incluse quelle specialistiche (ad eccezione di quelle di medicina di laboratorio), che potrà avere luogo solo attraverso il CUP. Gli inadempienti saranno soggetti a procedimento disciplinare, con il mancato riconoscimento per l’Alpi delle remunerazioni previste per l’attività libero professionale. Il CUP dovrà prevedere un sistema di recall per ricordare all’assistito la data di erogazione della prestazione e per ricevere le disdette delle prenotazioni. L’assistito che non si presenta nel giorno previsto, senza aver dato disdetta nelle 48 ore precedenti, sarà tenuto al pagamento della prestazione, anche se esente dal pagamento del ticket. Altro punto centrale delle legge la nomina da parte dei Direttori generali delle aziende sanitarie del RULA (Responsabile unico aziendale sulle liste d’attesa) che dovrà sovrintendere all’attuazione e al raggiungimento degli obiettivi contenuti nel Piano aziendale. Il RULA dovrà essere nominato tra il personale in servizio con qualifica dirigenziale ed esperienza pregressa. Nel caso del mancato raggiungimento degli obiettivi non avrà luogo la retribuzione (parziale o totale). Previsto anche l’avvio del procedimento di decadenza del Direttore generale dell’azienda interessata. Entro due mesi dall’entrata in vigore della legge, infine, le aziende sanitarie dovranno rideterminare le dotazioni organiche in funzione dell’aumento dell’efficienza e della migliore utilizzazione delle risorse umane, tenendo conto anche della necessità di abbattere le liste d’attesa.