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Consiglio comunale/2: il servizio di parcheggio a pagamento approderà in Procura per riscossione indebita

Lo ha annunciato in aula il consigliere del Pd Indiveri. Il Comitato pensa al ricorso al Tar

 

Come già riferito nella breve cronaca della seduta consiliare, la maggioranza di centrodestra (14 consiglieri contro i 7 voti della minoranza) ha deciso di non apportare ulteriori modifiche alla delibera di giunta del 6 aprile scorso ma la vicenda dell’istituzione del servizio di parcheggio a pagamento nella zona murattiana di Monopoli, in via Procaccia e al Capitolo finirà sui tavoli della Procura della Repubblica presso il tribunale di Bari: lo ha annunciato in aula il consigliere del Pd Feliciano Indiveri che ha ipotizzato una riscossione indebita da parte della ditta che si è aggiudicata il servizio. Riscossione indebita che, a detta di Indiveri, sarebbe avvenuta in questo periodo di fase sperimentale (da fine marzo scorso al prossimo 2 maggio, dopo di che scatteranno le sanzioni). Non solo: anche dal Comitato cittadino contro le strisce blu (quasi 2 mila firme raccolte) viene annunciato il ricorso al Tar per una serie di illegittimità che hanno accompagnato il provvedimento. Un provvedimento che il comandante dei vigili urbani (nonché dirigente della ripartizione) Michele Cassano ha difeso a spada tratta rispondendo in aula alle numerose domande che i sette consiglieri di opposizione (Barletta e Pennetti del Gruppo Misto, Suma, Comes e Indiveri del Pd, Papio di ‘Manisporche’ e Sorino di ‘Cittadini in movimento’) gli hanno posto. Risposte poco convincenti tanto è vero che quasi tutti i consiglieri di minoranza, nelle repliche, hanno utilizzato parole forti contro il comandante:  “partecipazione micidiale” (Barletta), “pasticcio” (Pennetti), “delusione” (Indiveri), “confusione” (Comes) mentre Papio e Sorino hanno continuato a ribadire la rescissione del contratto. Non meno forti i loro attacchi contro la parte politica, cioè la maggioranza, definita "arrogante". Per tutti ha risposto il sindaco Romani che, ancora una volta, si è cosparso il capo di cenere affermando, tra l’altro, di aver sbagliato nell’agire “senza un adeguato confronto con la città” e “per un difetto di informazione nei confronti dei consiglieri e della città”. Infine, nel definirsi un amministratore “del fare”, Romani ha chiesto a tutti di aspettare un anno per verificare la bontà o meno del servizio di parcheggio a pagamento delle auto.