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I consiglieri comunali del Gruppo Misto favorevoli all’istituzione del Premio ‘Città di Monopoli – L’Ulivo’

Campanelli, Rotondo e Leggiero risentiti per il mancato approdo della Madonna della Madia a Cala Batteria

 

I consiglieri comunali del Gruppo Misto Giuseppe Campanelli, Antonio Rotondo e Franco Leggiero condividono l’iniziativa dello scrittore e storico monopolitano Stefano Carbonara che ha costituito un Comitato Promotore per istituire il Premio ‘Città di Monopoli - L’Ulivo’, riservato esclusivamente ai monopolitani, residenti o fuori sede in Italia e nel mondo, che si sono distinti nelle varie attività per capacità, laboriosità e rettitudine avviando anche una raccolta di firme da presentare al sindaco Annese. In una nota, i tre consiglieri comunali hanno anche annunciato che sottoscriveranno tale petizione e ricordano che, in occasione dell'approvazione in Consiglio Comunale dell'ultimo bilancio di previsione, nel dicembre 2020, era stato presentato un emendamento che prevedesse una piccola somma da destinare a tale iniziativa. “Emendamento – scrivono i tre - puntualmente bocciato dalla maggioranza, la quale ha preferito continuare a finanziare un Premio gestito dalla emittente privata cittadina, che premia prevalentemente forestieri e non concittadini, non si sa con quale criterio di selezione e soprattutto con quale giuria”.  “Come si fa inoltre – aggiungono - a non rilevare che almeno quest'anno si sarebbe dovuto rinunciare a questa manifestazione, tenutasi senza il minimo rispetto delle norme di distanziamento necessario, ma soprattutto nello stesso luogo dove da ben due anni il popolo monopolitano rinuncia all'evento religioso più importante nei cuori di ognuno di noi”. Campanelli, Rotondo e Leggiero non intendono contestare la scelta del vescovo Favale e della Chiesa di non celebrare l'approdo della sacra effige della Madonna della Madia, ma ritengono che nei confronti dei fedeli si sarebbe dovuto avere più rispetto evitando “uno spettacolo come quello di un premio che premia non si sa chi e perché, proprio nello stesso luogo dove approda l’icona della Protettrice di Monopoli.